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	<title>Miopsicologo Archivi - Mio Psicologo</title>
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	<title>Miopsicologo Archivi - Mio Psicologo</title>
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		<title>Smettila di controllare il partner e concentrati sulla tua felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Robert Allegri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 14:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[codipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[controllo emotivo]]></category>
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			<h2 class="headline font-inherit fontsize-inherit fontweight-inherit lh-inherit align-center transform-inherit " style="margin: 0 0 20px 0;">Ti sei reso/a conto di controllare il tuo/la tua partner?<br />
Ti sei mai giustificato/a dicendoti che se non lo fai chissà cosa accadrà alla vostra coppia?<br />
Oppure raccontandoti che visto che nelle storie precedenti hai “scoperto” delle cose che non volevi vedere, anche stavolta avverrà lo stesso e quindi è meglio prevenire?</h2>
		</div> 
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			<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Cosa succede quando nella tua testa scatta quel <b>campanellino d’allarme</b> che ti fa andare oltre, già perché sai esattamente che quello che stai facendo non sarebbe il comportamento “sano” da tenere in coppia! Sei perfettamente consapevole che controllarlo/a su più fronti, a seconda di quello che ti infastidisce (siano essi comportamenti legati al sesso, al cibo, al gioco d’azzardo, all’uso di sostanze o altro), facendoti così arrivare a sbirciare nel suo telefono, tra le sue mail, nel suo portafogli, osservare l’orario di accesso ai social, controllare gli spostamenti (etc.), è qualcosa che va oltre. Già perché la coppia dovrebbe basarsi sulla<i> </i><i><b>fiducia reciproca</b></i> e non sul<i> </i><i><b>controllo</b></i>, giusto?!</span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Ma tu quasi <b>non riesci a non farlo</b>, si è instillata in te la paura che ti stia nascondendo qualcosa e quindi devi controllare, vigilare, arrivando fino a spiare e ad utilizzare metodi non sempre leciti, già perché come dice il proverbio: il fine giustifica i mezzi, ma soprattutto lo stai facendo per salvaguardare te e la coppia.</span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Sei sicuro/a che sia davvero la cosa migliore da fare?</span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Permettimi di spiegare quello che sta succedendoti introducendo un concetto, quello di <b>codipendenza:</b> ovvero stai lentamente diventando dipendente dal/dalla tuo/a partner, e la relazione si trasforma in una specie di ossessione per lui/lei. Probabilmente, la tua testolina spesso e volentieri ti suggerisce qualcosa di simile a:</span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">“<i>Lo devo controllare perché solo così facendo posso accorgermi di ciò che sbaglia, in questo modo posso intervenire immediatamente e questo lo porterà sulla retta via! E così non solo starà meglio lui, ma farà stare bene noi”.</i></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Questo meccanismo però ha un <strong>rovescio della medaglia</strong>, ovvero ti fa perdere di vista te stesso/a, i tuoi spazi, i tuoi bisogni, ciò che davvero ti può rende felice, tutto in virtù del controllo dell’altro.</span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Se ti stai rendendo conto di invadere spesso e volentieri quelli che sono gli spazi del/della tuo/a partner, arrivando ad assumertene le responsabilità negli ambiti relazionali, finanziari, relativi al benessere o altro, prova a chiederti: <strong>perché lo faccio?</strong></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Speri che lui/lei diventano così dipendenti da te, per cui non ti lascerà mai? Cerchi di proteggerlo dalle conseguenze del suo comportamento (ma sei sicuro/a che continuando ad intervenire riuscirà poi a crescere, o è solo più probabile che si aspetti sempre lo stesso servizio da te)? Ma soprattutto, pensi davvero che sia la cosa migliore per la coppia e sopratutto per te?</span></p>
<h4 class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><strong>LA SOLUZIONE STA IN TE E NELL’AMORE</strong></span></h4>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Controllare l’altra metà della mela è ben diverso dall’osservarla, cosa significa? Imparare ad <b>osservare</b> ed <b>essere consapevoli </b>di quello che ci fa stare bene, quello che è ok e quello che non ci piace, ed avere la capacità di <b>parlare</b> con l’altra persona di tutto questo. Controllare invece richiede tempo ed energia (fisica e sopratutto mentale), che rubiamo innanzitutto a noi, arrivando poi ad esprimerci spesso e volentieri imponendolo in malo modo (in virtù del fatto che crediamo di avere ragione). Capisci bene che c’è una netta differenza! Non solo, <b>la coppia è un po’ come un bambino </b>che deve crescere, se vogliamo che diventi forte, autonomo e capace di reggere anche gli urti della vita, dovremmo lasciarlo libero di crescere e di scegliere quale strada intraprendere.</span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" name="Cosa_scriverenbspper_fare_la_lettera_e_m"></a> <span style="color: #000080;"><em>AMORE NON È CONTROLLO, MA LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE SE STARE ASSIEME GIORNO DOPO GIORNO</em></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;">Quindi permettimi di darti alcuni consigli se ti ritrovi incastrato in quei meccanismi di cui ho parlato prima prima:</span></p>
<ol>
<li>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><b>Focalizzati su di te</b>: quali sono i tuoi bisogni, i tuoi desideri, le tue passioni insomma, su cosa dovresti puntare per iniziare davvero a stare bene? Se può esserti utile per focalizzare questi aspetti, prova a fare una lista, ma fai attenzione a mettere te stesso/a al centro della tua vita.</span></p>
</li>
<li>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><b>Rispetta l’alta persona</b>: credo che darebbe molto fastidio anche a te se qualcuno mettesse il naso nella tua privacy, nelle tue abitudini, nel tuo cellulare, etc., per questo motivo tutte le volte che ti verrebbe da “intrometterti”, prova a chiederti se quel tipo di modalità piacerebbe la usassero con te!</span></p>
</li>
<li>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><b>Trova il coraggio di parlare</b>: crescere come coppia significa imparare a dirsi le cose, per questo motivo ti do (e vi do come coppia) un piccolo esercizio: trovate <b>2 cose</b> che dell’altra persona <b>non vi piacciono</b> e scrivetele su un foglietto spiegando in massimo 3 righe perché per voi sarebbe importante un cambiamento; poi pensate a <b>2 cose</b> che <b>adorate</b> dell’altra persona e descrivete sempre in massimo 3 righe perché per voi sarebbe importante che queste non cambiassero assolutamente. NB. Non andate oltre a quelle 3 righe di spiegazione, questo è fondamentale perché il cambiamento (sempre che voglia essere preso in considerazione) deve venire dal cuore, non imposto con il controllo, il ricatto e l’imposizione!</span></p>
</li>
</ol>
<p class="western" align="left"><span style="color: #333333;"><em><strong>Non cambi le persone con la forza e le parole, le cambi con i comportamenti, con il tuo modo di rispondere a ciò che ti fanno</strong>. Perché le persone hanno un’intelligenza primordiale e si adatteranno sempre al tuo cambiamento (<strong>Thich Nhat Hanh)</strong></em></span></p>

		</div>
	</div>

		</div> 
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		<title>Il Discorso all&#8217;umanità di Chaplin non è mai stato così attuale</title>
		<link>https://www.miopsicologo.it/il-discorso-allumanita-di-chaplin-non-e-mai-stato-cosi-attuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Robert Allegri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 09:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Chaplin]]></category>
		<category><![CDATA[discorso all'umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Good morning humanity]]></category>
		<category><![CDATA[Il grande dittatore]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[Spot Lavazza]]></category>
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			<h2 class="headline font-inherit fontsize-inherit fontweight-inherit lh-inherit align-center transform-inherit " style="margin: 0 0 20px 0;">Il discorso di Charlie Chaplin, tratto dal film &#8220;Il Grande Dittatore&#8221; del 1940, se riletto in chiave moderna, rappresenta in modo sublime l&#8217;auspicio di un cambiamento consapevole e di una nuova umanità, fondata su progresso, tolleranza e sulle libertà.</h2>
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			<p><strong>DEMOCRAZIA, CAMBIAMENTO CONSAPEVOLE, PROGRESSO, TOLLERANZA, DIRITTI, LIBERTÀ, UMANITÀ</strong> …che belle parole! Cariche di significati positivi, ricche di verità, grondanti di speranza.</p>
<p>Sembrano un po’ quelle che sentivo pronunciare dalla bocca dei miei genitori quando io ero bambino e loro si trovavano a chiacchierare con gli “altri adulti” di me, o in generale dei bambini presenti dicendo: “Si perché loro saranno il futuro…se siamo capaci di insegnare loro certi valori, potranno vivere in un mondo migliore…il futuro è nelle loro mani…loro possono fare la differenza e hanno tutta la vita davanti per creare qualcosa di straordinario…”</p>
<p>Scommetto che anche tu ricordi di avere sentito discorsi del genere, e dimmi cos’è successo? Qual è stato il meccanismo che ha fatto cilecca?</p>
<p>C’è un pezzo del discorso del film che voglio riportare qui sotto e che ti chiedo gentilmente di leggere con attenzione (per rendere più attuale il tutto, prova a cambiare la parola <strong>soldati</strong> con <span style="color: #000080;">il tuo nome</span> e la parola <strong>combattiamo</strong> con <span style="color: #000080;">agiamo</span>):</p>
<p><em>“voi non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate coloro che odiano solo quelli che non hanno l’amore altrui. <strong>Soldati</strong>! Non difendete la schiavitù! Ma la libertà! </em></p>
<p><em>Ricordate, Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere: mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse son liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! <strong>Combattiamo</strong> per liberare il mondo, eliminando confini e barriere! Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole; un mondo in cui la scienza e il progresso, diano a tutti gli uomini il benessere. <strong>Soldati</strong>! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!</em></p>
<p><em>… Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare sì che la vita sia bella e libera. Voi potete fare di questa vita una splendida avventura.</em></p>
<p><strong><em>Soldati</em></strong><em>, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! <strong>Combattiamo </strong>tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza”.</em></p>
<p>Ora qual è la differenza tra uno splendido discorso ed una retorica stucchevole? <strong>Sei tu</strong>, sono <strong>io</strong>…siamo <strong>noi</strong>, ovvero per far si che quel meccanismo di cui parlavo prima non continui a fare cilecca, <strong>la differenza la possiamo fare noi agendo!</strong></p>
<p>Non aspettare che i “figli” crescano e facciano la differenza, perché saremo stati talmente bravi da averli educati bene! Questa è la più grande fesseria che ci possa essere! Giusto per fare un esempio, è il motivo per cui la politica non funziona, ovvero: io politico ti dico come ti devi comportare, che le tasse le devi pagare, che questo e quello lo devi rispettare, etc., quando noi tutti vediamo che loro sono i primi che trasgrediscono, che non rispettano ciò che ci chiedono di rispettare perché loro sono “i privilegiati”! Morale della favola, quello che insegnano è solo a diventare come loro…ovvero a fare i furbetti.</p>
<p>Si perchè noi impariamo per imitazione: i figli imparano per imitazione, le scimmie imparano per imitazione, le oche imparano per imitazione, non hanno bisogno di insegnanti che spieghino…insegnino…educhino…per ore e ore sui principi del vivere in società. Osservano e fanno proprio.</p>
<p>Quindi non parlar bene e razzolare male, prova e proviamo tutti ad assumerci la responsabilità di <strong>agire e di scegliere come agire! </strong>Partiamo dai piccoli gesti: una chiamata ad un amico per chiedere come sta, metterci quel pizzico in più di attenzione a quando andiamo in macchina,…fino ad arrivare ai gesti più importanti, <strong>se sei nelle condizioni di poterlo fare, puoi scegliere di farlo</strong>…d’altro canto “<strong>da grandi poteri derivano grandi responsabilità” </strong>cit.<strong> Spider-Man.</strong></p>

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			<p>Complimenti inoltre allo splendido spot della Lavazza &#8220;Good morning humanity&#8221;</p>

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		<title>Invidia e gelosia (del pene) e come gestirle</title>
		<link>https://www.miopsicologo.it/invidia_e_gelosia_del_pene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Robert Allegri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 19:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[emozione gelosia]]></category>
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			<h2 class="headline font-inherit fontsize-inherit fontweight-inherit lh-inherit align-center transform-inherit " style="margin: 0 0 20px 0;">Parlando di invidia, non posso non partire dalla psicoanalisi e dunque da Freud, che identifica attraverso l’invidia del pene il desiderio narcisistico della bambina di possedere un pene come i maschi; il non possederlo, genererebbe rancore e delusione verso la madre per il fatto di non averla dotata di tale organo e ostilità per chi invece lo possiede.</h2>
		</div> 
	</div> 
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			<p>Ora, senza scendere in giudizi sull’esattezza di questa teoria datata 1905, la prendo in prestito solo come spunto…e punto di partenza per fare una riflessione riguardo a due <strong>emozioni </strong>con cui abbiamo e/o abbiamo avuto tutti a che fare, ovvero l’<strong>invidia</strong> e <strong>gelosia.</strong></p>
<ul>
<li><strong>Invidia</strong> (dal lat. in-videre, guardar male) consiste nella scontentezza che si prova nel vedere un bene che noi vorremmo, ma che non possediamo perché riservato ad altri – ovverosia <strong>l&#8217;infelicità per la felicità altrui.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Gelosia</strong> (dal greco zelos, emulazione) consiste nel timore di veder insidiata la propria felicità – ovverosia <strong>il tormento che un rivale</strong> <strong>possa portar via l’oggetto amato</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma mi piacerebbe continuare ad utilizzare la metafora della teoria di Freud, per vedere se è possibile individuare anche una “<strong>gelosia del pene</strong>”? Si perché mentre l’invidia è chiara: vorrei qualcosa che non ho, la gelosia se ci pensi bene è più subdola, si perché in questo caso io l’oggetto ce l’ho.</p>
<p>In questa condizione di paura, i nostri timori possono essere duplici: da una parte qualcuno che “ce lo tagli” per cui <strong>perdiamo quello per cui possiamo essere interessanti</strong>, oppure dall’altra, che arrivi qualcuno che ce l’abbia “più grosso del nostro”, tirandoci via il primato e quindi anche in questo caso, perdiamo quello per cui possiamo essere interessanti.</p>
<p>Faccio alcuni esempi banali di quanto scritto sopra: pensa quando al lavoro un/a collega riesce meglio di te, piuttosto che quando passeggi con il/la tuo/a partner e ti accorgi che con la coda dell’occhio guarda qualcuno/a più attraente di te.</p>
<p>Ecco, non potrebbero essere definiti come esempi di gelosia del pene? Ti chiedo di riflettere se te ne vengono in mente alcuni tuoi, dove sei stato geloso o invidioso, oppure sei stato tu l’oggetto di gelosie o invidie… <strong>che sensazioni ti salgono</strong> al solo pensiero? Immagino non piacevoli!</p>
<p>Noi ci troviamo costantemente immersi in un contesto dove: c’è gente che ha più risorse, riesce meglio, è più fortunata, maggiormente talentuosa, più dotata, come dall’altro canto capita (anche senza saperlo), di essere noi l’oggetto del desiderio e questo può innescare invidie e gelosie, che determinano comportamenti che possono arrivare a sfociare in vere e proprie ostilità nei nostri confronti.</p>
<p>Quando l&#8217;i<strong>nvidia e la gelosia</strong> (sia provate che subite) superano determinati livelli, generano una vera e propria <strong>condizione di rabbia e sofferenza</strong>, questi sono segnali che andrebbero riconosciuti e sfruttati per attivare un cambiamento o nell’atteggiamento o nella situazione.</p>
<p>Se ciò non avviene e perdura una condizione di malessere, potrebbe essere giunto <strong>il momento di contattare un esperto</strong> che ti aiuti ad individuare quegli appigli utili per uscire dal buco di queste emozioni negative <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>

		</div>
	</div>

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